Parrocchia San Nicola alla Carità

dei Pii Operai Catechisti Rurali (Missionari Ardorini)

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  • Ardorini e San Nicola alla Carità di Napoli


    Due fondatori per una grande missione

    apostolato nel mondo rurale, "affinché quanti vivono nelle campagne, e specialmente i giovani, realizzino la santità della vita cristiana, sentano tutto il valore e la dignità del lavoro agricolo, apprezzino e godano la serena letizia della vita dei campi." (1 art. delle costituzioni)
    Sorse così nel mese di Agosto 1925, l' A.R.D.O.R. (Associ azione Religiosa degli Oratori Rurali), composta da sacerdoti e laici per l' insegnamento della Dottrina Cristiana nelle campagne.

    I Catechisti Rurali

    Per stringersi più fortemente a lui e al suo ideale apostolico, alcuni giovani iniziarono vita in comune col Decano Mauro nei resti dell' antico convento di S. Francesco di Paola in Montalto il 27 giugno 1928. L' 8 dicembre successivo si diede vita ufficialmente alla Congregazione dei Catechisti Rurali (Missionari Ardorini), che ottiene il Rescritto di lode il 26 giugno 1930 e l'erezione ad Istituto diocesano il 27 giugno 1930; in seguito ad essa si affiancò la Congregazione delle Suore Catechiste Rurali, chiamate poi Suore Catechiste Ausiliatrici dei Sofferenti

    Prova dolorosa

    L'intensa attività apostolica di don Mauro subì un arresto improvviso il 9 maggio 1934, allorché, colpito da paralisi, stette tutto il giorno tra la vita e la morte. Vinse la vita. Egli ha sempre ricordato questa data come un miracolo della Madonna della Serra e come l'inizio di una seconda vita.

    Nel 1934, proprio a causa del suo male, la Congregazione aveva dovuto chiudere la casa aperta di recente a Cosenza; ma dopo che don Mauro riprese la sua attività furono aperte nel 1939, le case di Petilia Policastro (Catanzaro), in diocesi di Santa Severina, e quella di Roma per gli studi dei seminaristi ardorini.

    I Pii Operai Catechisti Rurali

    Il 28 giugno 1943, la Congregazione dei Catechisti Rurali fu unita a quella dei Pii Operai, fondata a Napoli nei primi anni del '600, dal Venerabile Padre Carlo Carafa, della quale era rimasto un solo membro, e che aveva sostanzialmente il medesimo fine.

    La Congregazione, di Diritto Pontificio e con personalità giuridica davanti allo Stato, assume la nuova denominazione di Pii Operai Catechisti Rurali. Don Mauro continua a dirigere la Congregazione prima come Vicario ad nutum S. Sedis, poi come Superiore Generale eletto dai Capitoli Generali. Finché le forze glielo hanno permesso, non è mai mancato nelle Missioni rurali che la Congregazione tenne in varie loca­lità della Calabria. Un compagno di seminario ce lo presenta come un giovane «tranquillo e meditativo, sereno e sorridente ». E tale sarà sempre per tutta la sua vita. Ma sotto questa tranquillità spesso si nascondevano prove gigantesche e dolori indescrivibili.

    Don Mauro in Cielo

    Dopo la prima sessione del Capitolo Generale Speciale, tenutasi nell' estate del 1968, per l'aggiornamento della vita religiosa voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, le condizioni di salute di don Mauro, che mai si erano ristabilite completamente dopo il 1934, peggiorarono sensibilmente tanto da ri­chiedere assistenza continua.

    Il 31 dicembre 1969, alle ore 20:12, nella Casa Madre della Congregazione, in Montalto Uffugo, Don Gaetano Mauro rendeva la sua bell'anima al Signore, circondato dai familiari e da numerosi suoi figli spirituali. I funerali si sono svolti a Montalto Uffugo, nel pomeriggio del 3 gennaio 1970, presenti diversi Vescovi, sacerdoti del clero diocesano, religiosi, parlamentari, le massime autorità civili della Provincia, un picchetto di onore dell'Esercito, rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Rogliano, di Montalto e di altri comuni, collaboratori ardorini, i suoi figli e figlie spirituali e una gran folla venuta da diverse regioni.

    La salma è stata tumulata nella chiesa di S. Francesco di Paola, nella Casa Madre della Congregazione, in Montalto Uffugo ove, è oggetto di particolare affetto e devozione dei suoi figli e figlie spirituali e meta di devoti, grati e riconoscenti per favori ricevuti, o imploranti grazie per la sua intercessione. Ci sorride la speranza che il Signore, per le preghiere dei suoi devoti, lo glorifichi anche sulla terra, compiendo, per sua intercessione, un miracolo. E la Chiesa lo elevi, al più presto, agli onori degli altari: testimone di santità per tutti i cristiani, particolare protettore della gente dei campi.
    P. Carmine Furgiuele

    Nome ufficiale: PII OPERAI CATECHISTI RURALI -

    Nome popolare: MISSIONARI ARDORINI -

    Data di fondazione: 8 DICEMBRE 1928 -

    Fondatore: Don GAETANO MAURO (1888-1969) - Ric. Pont.: 28 GIUGNO 1943 - Motto: "CERCATE PRIMA DI TUTTO IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA E TUTTO IL RESTO VI SARA' DATO IN SOVRAPPIU'. -

    Campo di apostolato: IL MONDO AGRICOLO RURALE -

    Dove si trovano: MONTALTO UFFUGO (CS) - PETILIA POLICASTRO (KR) - ROMA - NAPOLI - VILLARICCA (NA) - COSENZA - TORONTO (Canada) - GARZON (Colombia)

Archive for the ‘La Parrocchia’ Category

Pellegrinaggio a Montevergine e al Santuario della Divina Misericordia

Posted by sannicolaallacarita su 10 ottobre 2016

img_0001domenica 25 settembre,

Carissimo/a, ( per ricordare)

all’inizio
dell’anno pastorale, dopo le bellissime esperienze al Santuario Maria SS.Consolatrice del Carpinello a Visciano e all’ eremo, al santuario dell’Avvocatella  a Cava e Abbazia, a Melfi  , Abbazia di Casamari con Monte S. Giovanni Campano, Santuario della Montagna Spaccata-SS. Trinità ( Gaeta) e Santuario della Madonna   della Civita (Itri) , santuario del Getsemani (Capaccio) – A San Pio a Pietrelcina, -di nuovo a Pietrelcina  insieme al Santuario di Santa Filomena a Mugnano del Cardinale degli anni scorsi ho pensato di organizzare anche quest’anno  il

p e l l e g r i n a g g i o, che ha come obiettivo

una giornata di spiritualità specie per chi appartiene al gruppo

 “Via Crucis Vivente”,img_0010

Permetterà  a noi, che viviamo spiritualmente insieme ogni giorno attraverso la recita della pagellina della Via Crucis, di  poter trascorrere concretamente insieme  una giornata , per riflettere sulle sofferenze del Cristo; ed agli altri di poter innamorarsi del vivere insieme spiritualmente.

 

Quest’anno  andremo al SANTUARIO DI MONTEVERGINE in mattinata e nel pomeriggio ci porteremo al SANTUARIO DELLA DIVINA MISERICORDIA  VICINO CASERTA Stiamo celebrando  l’anno Santo della Divina Misericordia voluto da Papa Francesco.   “La mia misericorimg_0025dia è  più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero.” “…perte ho permesso che venisse aperto con la  lancia il Mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te  una sorgente di misericordia” ( Dal Diario di S. Faustina  Kowalska

 

 

         Ore  7.00   partenza  (davanti la chiesa)        Puntuali : rispettare gli altri: si parte

9.30 – Santa Messa

10.30 – Preghiera nella CAPPELLA DELLE MADONNA            

11.00 –  Via crucis alle mura del Santuario

12.30  – Partenza  per Ospedaletto dove al ristorante Royal  alle  13 pranzeremo

15.30    partenza  per il Santuario della DIVINA  MISERICORDIA   a Centurano (Caserta)img_0030

17.00   Catechesi e Coroncina della DIVINA MISERICORDIA

18 .00   Partenza   per la  “nostra dolce Casa che ci attende”

 

 

Cristo sia sempre con noi.                                            Padre Rega Mario dei p.o.c.r. Tel. 081.552.57.33

La coordinatrice                                                                                                                                                                                          Sign.ra Maria Gargiulo  tel. 081 551.94.30

Napoli 05 settembre 2016

E’ stata una giornata d’intensa preghiera, aiutati da una splendida giornata di sole Siamo partiti alle 7.30. Durante il viaggio il parroco ha letto varie notizie sul santuario. All’arrivo siamo rimasti un po’ interdetti nel costatare che il quadro della Madonna non c’era più nella chiesa grande ma era stato messo nella originale  cappella a lei dedicata.  Alle 9.30 il parroco ha concelebrato nel santuario riempito al verosimile. Al termine, singolarmente, ci siamo recati alla cappella della Madonna per aprire il nostro cuore alla nostra Cara Mamma celeste. Alle 11.00 ci siamo raccolti per ricordare la Passione di Cristo attraverso la nostra Via Crucis al fianco del Santuario. Un vento freddo ci ha fatto compenetrare al vento del Calvario.  L’abbiamo terminata sotto lo sguardo di Maria SS. ma nella sua cappella dove ognuno ha espresso a Maria le sue suppliche. Dopo uno sguardo alle varie bancarelle ci siamo portimg_0031ati col pullman all’inizio della salita di Montevergine per un buon pranzo che ha accontentato tutti.  Ci siamo quindi portati al santuario di Santa Lucia ora dedicato alla Divina Misericordia a Centurano, frazione di Caserta dove siamo stati accolti da quattro cani che fanno vita in comune con Don Primo, nel cortile, in chiesa, sull’altare, nella sua stanza, un santo e ora anziano sacerdote che insieme con una collaboratrice sign.ra Anna di Cesare ha portato avanti, fin dal 1980 circa, la devozione alla Divina Misericordia. Questa collaboratrice ha raccontato un po’ la storia dell’impegn20160925_185340o profuso per far conoscere e amare Gesù Misericordioso terminando con la recita della Coroncina della Divina Misericordia, mentre il nostro parroco celebrava la santa messa per tanti pellegrini permettendo così a Don Primo di confessare, che ha fatto pensare a San Pio da Pietrelcina. Dopo aver ricevuto la Benedizione da questo santo sacerdote con una reliquia ci siamo messi in cammino per ritornare alla nostra dolce casa. Questa giornata non poteva terminare senza la recita del santo Rosario, durante il viaggio  di ritorno, concludendo che è stato un vero pellegrinaggio, una giornata di preghiera.

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Presepe in San Nicola alla Carità – Napoli

Posted by sannicolaallacarita su 17 novembre 2014

Orario : dal  30 novembre 2014 al l’11 gennaio 2015

Giorni feriali : mattina  10.30 – 13.00 pomeriggio:  16.00 – 20.00

Giorni festivi e prefestivi: Orario continuo dalle 10.30 alle 21.00

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Il  presepe storico  e poliscenico  di San Nicola alla Carità in Napoli, via Toledo 377, anche quest’anno apre  le sue porte  per rendere  sempre di più, in occasione  del Santo Natale, Napoli  la città del presepe, non solo per  la fiera  dei vari presepi dove si vede  l’artigianato  presepiale  napoletano, come in via san Gregorio Armeno,  ma di più  per  l’amore che,  in varie chiese, si mette per  far risaltare   la memoria  dell’Incarnazione di Cristo ,  vero uomo e vero Dio in mezzo a noi.

Il presepe in San Nicola alla Carità  certamente  è unico in quanto raccontando tutta la vita del Cristo, con  la sua struttura catechetica,  quasi costringe  i genitori a parlare di Gesù ai propri figli a loro modo , poggiandosi sulle loro poche  reminiscenze catechistiche.

 

SAMSUNGIn  quattro scene rappresenta tutta la vita del Cristo.                                                          Prima  scena;  l’annunciazione dell’Angelo a Maria, la visita  di Maria SAMSUNGa S. Elisabetta,SAMSUNGil censimento . Seconda  scena  è il centro: la nascita  di Gesù  in una capanna  attorniato  da un tempio distrutto che  raffigura  la vittoria di Cristo sull’Impero  Romano, l’ arrivo dei  Magi,  la fuga  in Egitto.                      IMG_0023           Terza scena:   la strage degli innocenti,  il BattesimoIMG_0020  di Gesù nel fiume Giordano, Giovanni BattistaIMG_0048in prigione.   IMG_0020                                                                                                                                                                           Quarta scena: l’Ultima  Cena ,  Gesù  che prega nell’orto IMG_0016degli ulivi, che viene giudicatoIMG_0010da Erode,  che va  verso il Calvario con la croce, muore in croce,  la deposizione fra le braccia di Maria ,IMG_0013 il sepolcro, la Resurrezione.                                                                                                                                                                      Vi sono  poi due scene di vita napoletana del  ‘700,  dove  predomina   in Piazza del Carmine, la  messa di  mezzanotte in mezzo al suo ricco  mercato. E’ la gioia  e la meraviglia dei bambini. E’ unicamente da vedere.

I pastori sono di varie epoche  iniziando dal  settecento,  dove si vede  l’artigianato napoletano  quando  non c’erano certamente tutti i mezzi e le facilitazioni che ci sono oggi nella costruzione di un presepe. Una buona  parte sono semoventi ,  costruiti da  plastificatori napoletani. Vi è  una nutrita varietà di suppellettili, finimenti, animali, ortaggi, frutta, terraglia , vasellame.SAMSUNG

Per essere   istruttivo:SAMSUNGvi sono  le spiegazione dei vari simboli che   sono  generalmente nel presepe,  la spiegazioneSAMSUNG di alcun  leggende sul Natale,  ed  alcune scene  che rendono il visitatore gioioso con i suoi  commenti .

La visita al presepe   vi farà anche ammirare  le varie opere di pittori del ‘700, come il Solimene, il De Matteis,  il De Mura,  opere restaurate che si trovano nella chiesa  che  sono state  tutte illuminate per far godere la bellezza dell’arte pittorica e lodare  la Bellezza Infinita di Dio con una Preghiera.

E  poi: Venite, vedrete  e direte, come  tante persone prima di voi: quanto è bello! E’da consigliare. QuanteIMG_0125cose bell  IMG_0091IMG_0101IMG_0107IMG_0126IMG_0076IMG_0081e  NapoliIMG_0077 possiede.

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64 Giornata del Ringraziamento – 2014

Posted by sannicolaallacarita su 16 novembre 2014

La parrocchia di San Nicola alla Carità, il 09 novembre,  ha celebrato com’è ormai tradizione, la “GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO”, durante la Santa Messa delle  11.30.foto di gruppo                                                    Il tema di quest’anno era: “Benedire i frutti della terra e nutrire il pianeta “.
121   Durante  l’omelia 115
sono stati mess121i  in rilievo alcuni  passaggi  del messaggio dei Vescovi italiani, specie  quest’anno  che precede di 122126124 alcuni mesi l’apertura di Expo Milano 2015 dedicato a “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, un tema di particolare rilevanza per il nostro Paese e non solo.                                                                                                                                                                                                                                        Al momento dell’offertorio sono stati portati all’altare da alcuni ragazzi e qualche adulto alcuni arnesi della terra, possiamo dire di una volta, anche se sono sempre attuali, dell’ambiente in genere, dei mari, rivestendo così l’altare della 134celebrazione di una festa insolita. E’ evidente che i frutti della terra predominavano. Cer131tamente i ragazzi si sono trovati per la prima volta a maneggiare alcuni arnesi semplici per noi, ma sconosciuti da loro.

137Nella stessa celebrazione ha dato “il Mandato “ ai catechisti, ai ragazzi che si preparano al Primo Incontro con Cristo, ai 139genitori, di impegnarsi per conoscere sempre meglio Cristo e la sua Chiesa per amarLo sempre di più.

Messaggio per la 64ª Giornata Nazionale del Ringraziamento141

9 novembre 2014

Benedire i frutti della terra e nutrire il pianeta

«Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva, per trarre cibo dalla terra, vino che allieta

il cuore dell’uomo, olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore» (Sal 104, 14-15).

La Giornata del Ringraziamento 2014 precede di alcuni mesi l’apertura di Expo Milano 2015

dedicato a “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, un tema di particolare rilevanza per il nostro

Paese e non solo.

Esso invita a dedicare un’attenzione speciale al tema del cibo, quale dono di Dio per la vita della

famiglia umana. Così, nel ringraziare il Padre per i frutti della terra, ci rendiamo consapevoli di

coloro che patiscono la fame. Papa Francesco richiama spesso “la tragica condizione nella quale

vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini”1

. La fame è minaccia

per molti dei poveri della terra, ma anche tremendo interrogativo per l’indifferenza delle nazioni più

ricche. Infatti, alla sottonutrizione di alcuni, si affianca un dannoso eccesso di consumo di cibo da

parte di altri. È uno scandalo che contraddice drammaticamente quella destinazione universale dei

beni della terra richiamata – quasi cinquanta anni or sono – dal Concilio Vaticano II nella

Costituzione pastorale Gaudium et spes (cf. n. 69). È una questione di giustizia, che pone gravi

interrogativi in merito al nostro rapporto con la terra e con il cibo.

In questa Giornata del Ringraziamento guardiamo dunque all’agricoltura, che – attraverso i suoi

frutti – è fonte della vita.

La terra, il lavoro, i frutti

Potremmo muovere da un’immagine biblica molto bella e dolce: quella della felicità dell’uomo

che coltiva la terra, per poi mangiarne i frutti nella pace, benedicendo il Creatore per i suoi doni.

Già il racconto della creazione in Gen 2 disegna, in effetti, quest’alleanza dell’uomo con la terra.

Nel versetto 2,15, Adam è chiamato a coltivarla e a custodirla. Il testo ebraico rimanda ad una sorta

di servizio verso la terra, tramite la dignità del lavoro, che si fa subito anche custodia, affinché essa

a sua volta serva l’uomo, donandogli il cibo per la vita. Ma il peccato spezza tale alleanza,

associando il lavoro della terra al peso di una fatica che appare insostenibile. Il sogno del Dio

creatore resta invece quello di una sorta di reciprocità: ad un lavoro umano rispettoso della terra che

si fa giardino, essa corrisponde con la generosa e vivificante produzione di frutti.

Il sistema agricolo contemporaneo appare però spesso distante da tale immagine: la sua

complessità esige considerazioni ben più articolate. Infatti, nelle zone agricole di grande vastità,

l’attività tende spesso a coinvolgere sempre più reti di imprese e comporta l’uso di tecniche anche

complesse (si parla di “agricoltura industriale”). La finanza poi, purtroppo, si comporta con il cibo

come una pura merce, su cui scommettere per trarne profitto, a prescindere dal destino di chi di esso

vive. E sulla terra si specula! La sua stessa disponibilità è a rischio: spesso essa è destinata ad altri

scopi o diviene oggetto di una lotta commerciale tra le economie più forti. E non mancano le

pressioni crescenti sul piano della legalità: la salubrità dei prodotti è minacciata da abusi e forme di

inquinamento che talvolta neppure percepiamo.

Una situazione complessa, dunque, che mette a rischio la capacità dell’agricoltura di garantire

sicurezza alimentare, per avere un cibo che possa nutrire gli abitanti del pianeta e che sia affidabile

per chi lo consuma. Come uscire da tale situazione? Come far sì che anche nella complessità  contemporanea trovi espressione la realtà costitutiva di un’agricoltura che sia collaborazione

all’azione del Dio provvidente, datore di vita?

Prospettive

Forse il primo dato da tenere presente è che anche il nostro rapporto con la terra è un fatto

culturale; come ogni realtà sociale, esso disegna modelli di organizzazione della società in cui

anche la dimensione tecnica esprime valori e dà forma alla stessa relazione tra le persone. Si tratta,

dunque, di educarci a pensare l’agricoltura come spazio in cui la giusta ricerca della remunerazione

del lavoro si intrecci con la solidarietà, l’attenzione per i poveri, la lotta contro lo spreco, con

un’attiva custodia della terra.

Si tratta però anche di operare per dar forma ad un sistema agricolo che dia corpo a tali istanze,

sviluppando e promuovendo un modello di produzione agricola che sia attento alla qualità e alla

salvaguardia dei terreni, in modo da garantire effettiva sostenibilità. La terra, in altre parole, va

custodita come un vero e proprio bene comune della famiglia umana, dato per la vita di tutti. Essa

deve mantenere come primaria la sua destinazione fondamentale – quella di essere, appunto, fonte

di cibo per i suoi abitanti, facendo in modo che il rispetto e la ricerca della qualità dei beni

salvaguardi la capacità della terra stessa di produrre per la generazione presente e per quelle future.

Occorre presidiare il territorio contro il degrado e la cementificazione, che lo rendono inospitale

per la vita e sottraggono aree alla produzione di cibo. Occorrerebbe pure evitare l’installazione di

pannelli solari sul terreno, collocandoli piuttosto sugli edifici. L’agricoltura poi non è solo

produzione finalizzata a nutrire la famiglia umana, ma anche custodia del territorio, che lo cura e lo

riqualifica. Quando esso è privato della presenza del lavoro agricolo, è anche meno curato, più

esposto a fenomeni di erosione, tanto più in un tempo di mutamento climatico, segnato da eventi

meteorologici di vasta portata, che richiedono – insieme ad un’adeguata impostazione etica e ad un

necessario cambio culturale – “un grande impegno politico-economico da parte della comunità

internazionale”, attuando “una risposta collettiva basata su quella cultura della solidarietà,

dell’incontro e del dialogo, che dovrebbe essere alla base delle normali interazioni all’interno di

ogni famiglia e che richiede la piena, responsabile e impegnata collaborazione da parte di tutti,

secondo le proprie possibilità e circostanze”2

.

Inoltre, la stessa agricoltura è anche un sistema di relazioni umane, che si sviluppano in stretto

contatto con la terra ed i suoi ritmi. Riteniamo doveroso ringraziare in profondità i contadini e tutti

coloro che, lavorando con amore e passione la terra, ci forniscono un cibo buono e sicuro. Non

dimentichiamo, in questo senso, il grande contributo offerto dai lavoratori immigrati presenti sul

nostro territorio. Da sottolineare in particolare la grande rilevanza delle famiglie rurali, testimoni

concrete di un’alleanza con la terra che esse sono chiamate a rinnovare nelle pratiche produttive.

Sono tante le imprese che considerano tale rapporto come parte di una forma di esistenza che si

tramanda di padre in figlio, di madre in figlia, nella quale la continuità si intreccia con

l’innovazione. Come già ricordava Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del mondo agricolo,

occorre educarci a coniugare tradizione ed innovazione: questa è la strada per far fronte ai gravi

problemi che investono il mondo agricolo e più in generale l’intera società. Così egli affermava

incisivamente: “Camminate nel solco della vostra migliore tradizione, aprendovi a tutti gli sviluppi

significativi dell’era tecnologica, ma conservando gelosamente i valori perenni che vi

contraddistinguono. È questa la via per dare anche al mondo agricolo un futuro di speranza”3

. Papa

Francesco – nella sua recente visita in Molise, parlando al mondo rurale – ha chiesto di maturare

vocazioni per la terra, onde essere contadini per vocazione e non per costrizione! Non solo, deve

farci riflettere un altro passaggio di quel discorso: “Il restare del contadino sulla terra non è rimanere fisso, è fare un dialogo, un dialogo fecondo, un dialogo creativo. È il dialogo dell’uomo

con la sua terra che la fa fiorire, la fa diventare per tutti noi feconda. Questo è importante”4

.

Consumatori corresponsabili

La custodia della terra per nutrire il pianeta è impresa che richiama anche la responsabilità delle

singole persone e delle famiglie: siamo consumatori, ma anche cittadini attivi e responsabili.

Educarci alla custodia della terra significa altresì adottare comportamenti e stili di vita in cui l’uso

del cibo e dei prodotti alimentari sia più attento e lungimirante. Con le nostre scelte di acquisto del

cibo possiamo offrire sostegno alle produzioni locali. Spesso è il modo di acquistare di ognuno di

noi che decide il futuro di una piccola cooperativa locale, come a decidere del futuro dei nostri

territori è anche – in prospettiva nazionale – il dato in aumento degli studenti che frequentano le

scuole agrarie e il crescente dato di occupazione in agricoltura. Sono segnali positivi che spingono a

privilegiare le coltivazioni biologiche e sostenibili, dedicando anche più attenzione a cosa

mangiamo. È saggezza privilegiare la qualità rispetto alla quantità, sapendo che – nei prodotti a

forte impatto ambientale e sociale – la qualità aiuta la sostenibilità.

Altrettanto importante è agire nelle nostre famiglie, per ridurre ed eliminare lo spreco

alimentare, che nelle società agiate raggiunge livelli inaccettabili. Papa Francesco ha più volte

denunciato la “cultura dello scarto”, cultura che “tende a diventare mentalità comune che contagia

tutti”, rendendoci “insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più

deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e

malnutrizione. [… ] Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di

cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri

parametri economici. Ricordiamo bene però che il cibo che si butta via è come se venisse rubato

dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!”5

Ecco dunque alcune scelte che indichiamo alle nostre comunità, frutto della benedizione del

cibo:

 coltivare la terra in forme sostenibili, per nutrire il pianeta con cuore solidale;

 adottare comportamenti quotidiani basati sulla sobrietà e la salubrità nel consumo del cibo;

 soprattutto, rendere grazie a Dio e ai fratelli umilmente (da humus) per il dono che ogni

giorno riceviamo dalla terra e dal lavoro dell’uomo, in modo tale da tutelarli anche per le

prossime generazioni.

Ci sarà prezioso, nel compiere questo percorso di speranza, rileggere il piccolo Libro di Rut.

Così è scritto: “il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio” (Rt 1,16). È una storia

di persone fragili che – operando in solidarietà e condivisione – giungono a costruire vita buona,

basata sull’istituto della spigolatura, al fine di coniugare l’attenzione per il povero e il contrasto allo

spreco. Così, quella vicenda di dolore diventa una storia di speranza, che riesce a trovare vie

d’uscita anche dalle situazioni difficili e disperate: “È nato un figlio a Noemi!” (Rt 4, 17).

Roma, 7 ottobre 2014

Memoria della Beata Vergine Maria del Rosario

La Commissione Episcopale

per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace

 

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I l S i g n o r d e i m i r a c o l i

Posted by sannicolaallacarita su 29 ottobre 2014

IMG_0019 Per i Peruviani il mese di ottobre è conosciuto come il mese viola, per i festeggiamenti dedicati                   al IMG_0021“Señor de los Milagros de Nazarenas”, il Signore dei Miracoli.                                                                                                                                                                                            Domenica  19 ottobre, come ogni anno, i Peruviani abitanti a Napoli con la partecipazione anche di altri che son venuti da Roma, da Perugia etc, hanno celebrato il Signore dei Miracoli, portando sulle spalle l’effige che si venera nel loro paese, il Perù.                                                                                                                                         Il quadro ha alle spalle anche l’effige della ” Virgen de la Nube ”Madonna delle Nuvole.

Dopo aver celebrato la Santa Messa presieduta dal Superiore Generale dei Monfortani, i quali li seguono spiritualmente attraverso il loro cappellano Padre Amato, nella parrocchia dei Sette Dolori,  loro sede principale , hanno invaso le strade del quartiere conIMG_0009i loro canti, con i  loro mantelli  di color viola, con le loro  lanterne dalle quale  un intenso  fumo di incenso profumato  certamente  IMG_0013raggiunIMG_0002geva  la  Maestà di Dio. Indossavano abiti violetti in segno di penitenza ed unità con il Cristo della Croce. Parole piene di fede, parole che chiedevano miracoli. Cuori induriti che chiedevano  la riconciliazione con il Padre, mani e voci unite per lodare e benedire il Figlio, Cristo che, crocifisso, rinnova  negli uomini il senso del dolore e della sofferenza.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Hanno raggiunto, attraverso anche un tratto di via Toledo dopo essersi fermato davanti alla chiesa di san Liborio in Piazza della Carità. la chiesa di San Nicola alla Carità, Qui il parroco Padre IMG_0014IMG_0015Mario Rega prima di incensare l’effige ha ringraziato i Peruviani della gioia di avere tra la sua gente per un certo periodo l’immagine, invocando l’aiuto di Dio su tutti i peruviani che lontano dalla loro patria, l’immagine di Cristo e di Maria li tiene uniti. Sono entrati quindi cantando e lodando Dio in chiesa accolta da tanti fedeli specie peruviani commossi che supplicavano il Cristo Crocifisso IMG_0017detto il Signor dei Miracoli.

Le immagini resteranno nella chiesa fino agli inizi di novembre.

Durante la processione hanno cantato:

Signore dei Miracoli a te veniamo in processione 
 i tuoi fedeli devoti 
 ad implorare la tua benedizione….

 Faro che guida 
 dà alle nostre anime
 la fede, rassicura, la carità 
 il tuo amore divino c’illumini
 ci faccia degni della tua bontà….

 Con passo fortemente, di buon cristiano 
 facciamo grande il nostro Perù
 ed uniti tutti come una forza 
 ti supplichiamo dacci la tua luce.

il signore dei miracoli  macro

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50° anniversario ORDINAZIONE SACERDOTALE DI PADRE MARIO REGA

Posted by sannicolaallacarita su 15 settembre 2014


     
Riprendiamo il lavoro d’internet per vivere in unione con tutti quelli che vogliono conoscere l’apostolato nella parrocchia di San Nicola alla Carità in Napoli.                                                                                                          Riprendiamo con                                                                                                                                                                                                                                                                                              

                                         la celebrazione del 50°Anniversario                                                                                                                                                                                                                       dell’Ordinazione Sacerdotale di padre Mario Rega,                                                                      dei Pii Operai Catechisti Rurali,                                                   parroco della chiesa  di San Nicola alla Carità

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L’abbiamo celebrato il 29   giugno, anche se l’Ordinazione era2014-06-29 12.06.18 avvenuta l’1 luglio del 1964 a Montalto Uffugo, ( Cosenza) sede della Casa Madre dei Pii Operai Catechisti Rurali (Missionari Ardorini) di cui il parroco fa parte, insieme  a P. Giovanni Iverinci, col  quale  era stato insieme  dalla prima media , e  con P. Ermolao Portella,  attuale Superiore Generale.

Il 1 luglio  2014 , giorno  proprio della sua ordinazione,  l’ha celebrata nella Casa Madre in Montalto Uffugo (Cosenza) con  P. Portella, compagno di ordinazione , insieme  ai suoi confratelli . P. Portella non aveva   potuto partecipare  il  29 giugno  a Napoli, dovendo  festeggiare nella casa Madre, il centenario della presa di possesso del nostro Fondatore  come parroco  della Madonna della Serra in MontaltoSAMSUNG

 E’ stata una celebrazione molta intima e familiare, con la partecipazione dei suoi fratelli e sorelleIMG_0008   2 delle
IMG_0004  1cognate e di alcuni suoiIMG_0009 3 nipoti, e certamente dal Cielo dei suoi genitori e
di altri suoi tre fratelli e di un folto gruppo di parrocchiani e simpatizzanti che hanno riemMVI_0022_016  4
MVI_0014_03 5pito la chiesaMVI_0014_10 per ringraziare il Signore di tutte le grazie che ha voluto riversare sul parroco in questi suoi cinquantaMVI_0023_097 anni
di
apostolato.MVI_0023_057MVI_0023_066                                                                                                               

                                 2014-06-29 13.02.02

 

 

 Ha iniziato  la sua risposta  alla chiamata del Signore nella Casa Madre degli Ardorini  a Montalto Uffugo (Cosenza) nel  1949. Dopo  le tre classi si scuola  media, ha  proseguito con il ginnasio a Napoli  nell’Istituto del Bianchi.                                                                                                                                                                                                                               Ha ricevuto la vestizione il 4 ottobre  del 1955 iniziando così l’anno di noviziato.                                                                            Al termine ha emesso nelle mani del Superiore Generale e Fondatore della Congregazione dei Pii Operai Catechisti Rurali il 4 ottobre del  1956 i voti di  povertà, castità e  obbedienza  entrando così a far parte della Congregazione.                                                                                                                                                                                                                         A Roma ha proseguito i suoi studi frequentando il liceo, tre anni in due, nel Seminario di Roma.                             Ha iniziato i suoi studi  universitari a Propagando Fidei in Roma  con due anni di filosofia.                                         Al termine è tornato nella Casa Madre, facendo il suo anno di tirocinio, come assistente dei ragazzi. Ha proseguito i suoi studi con i primi due anni di teologia nel seminario francescano di Cosenza e il terzo e quarto anno nel Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria, dove ha ricevuto il Diaconato  insieme al confratello Giovanni Iverinci e  al Seminarista  Salvatore Nunnari, attuale  arcivescovo di Cosenza.                          Ha Iniziato con 24 suoi compagni ed è arrivato alla meta solo con P. Giovanni Iverinci ricevendo l’Ordinazione Sacerdotale insieme a P. Portella Ermolao dal Vescovo di Cosenza S. E. Mons. Picchinenna.

A ottobre i suoi superiori l’hanno trasferito a Roma per fargli finire la sua formazione culturale.                              Ha conseguito la licenza in Teologia e il Diploma di Catechesi all’Università Lateranense, il diploma di Educatore al Magistero di Roma.                                                                                                                                     Contemporaneamente ha iniziato il suo apostolato come cappellano di suore, vice collaboratore per circa venticinque anni nel carcere di Regina Coeli in Roma, professore di Religione.                                                                   Nella Casa di Studentato della Congregazione in Roma è stato collaboratore nella formazione in vari modi degli studenti di filosofia e teologia che si sono sviluppati  culturalmente e spiritualmente per esser ordinati sacerdoti e intraprendere la missione di “Missionari Ardorini”                                                                                                                                                      

Nel 1991 l’1 dicembre, su richiesta dei suoi superiori, si è trasferito a Napoli per sostituire il parroco p. Emilio Toscano che da qualche  tempo soffriva in vari modi.

In questi circa ventitré di apostolato in Napoli di molte cose deve r2014-06-29 13.16.54ingraziare e lodare il Signore, IMG_0032   1ringraziamenti che sono stati evidenziati
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in vari modi dagli interventi, che dopo la celebrazione della S. Messa insieme  ai concelebranti P. RenatoIMG_0031 venuto da Roma,IMG_0048MVI_0054_83 p. Alfonso parroco di Villaricca (Napoli), di P. Apollinaris suoi confratelli, di P. Amato dei Monfortani, di P. MicheleIMG_0050 dei Barnabiti hanno voluto esprimere sia i suoi familiari sia alcuni suoi 2014-06-29 13.24.01collaboratori nei saloni della parrocchia, dove si sono potuti  assaggiare anche  alcuni 2014-06-29 13.27.04
pasticcini, nonché un’ottima torta e un buon spumante  come segno di augurio.

                                                                                                                                                2014-06-29 13.28.35

In particolare sul risveglio che  specie nei  primi anni  ha dato  alla parrocchia con  iniziative  particolari per attirare ed educare  tanti  ragazzi e giovani ,  iniziative  che hanno avuto risonanze  nazionale  e oltre. La sensibilità per  la meravigliosa chiesa dei Pii Operai, San Nicola alla Carità,  che gli  è stata affidata  con il restauro  di quasi tutte  le opere di grandi artisti del seicento e settecento  come il Solimena, il De Matteis,  il De  Mura  etc.

restauro 2_1IMG_11321s. nicola - fotografo ipg  Il Signore che “ vede e provvede” sa e valuta in che modo il nostro parroco L’ha lodato in questi anni.

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                                                                      silvanasilavana  IIteresa

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Settimana dell’Anziano

Posted by sannicolaallacarita su 29 maggio 2013

IMG_0048Anche quest’anno, durante la settimana dedicata all’anziano dalla diocesi di Napoli, il terzo decanato con la parrocchia di san Nicola alla CaritàIMG_0016 ha voluto dare agli anziani che durante l’anno s’incontrano nei locali della parrocchia, un momento di relax in grande. Leggi il seguito di questo post »

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Giornata per la vita 2013

Posted by sannicolaallacarita su 9 febbraio 2013

La comunità di san Nicola alla Carità, anche quest’anno, ha accolto le numerose associazioni che insieme al Cardinale hanno manifestato il Valore della Vita con “La Passeggiata per la Vita” da piazza Dante a piazza Plebiscito. Al suo arrivo, sotto le cataratte del cielo che si sono aperte tutte all’improvviso, la sign.ra Maria , rappresentante della parrocchia, ha salutato il Cardinale.

Eminenza,

in questa giornata dedicata al valore e alla bellezza della vita dal suo concepimento al suo incontro con il Padre, in questi sei anni vi abbiamo accolto.

2007 con un ragazzo che amando la vita e volendo vivere e vivere bene, ha ringraziato tutti quelli che l’aiutano, incominciando dai genitori

2008 con una ragazza, dalla nascita in carrozzella, con la riflessione: “Perché vivo”.

2009 con un giovane di 28 anni, colpito da un’ischemia cerebrale a 18 anni, con la riflessione su “la forza della vita nella sofferenza “

2010 con il nostro vice parroco che celebra il sacrificio di Cristo con le sue sofferenze , il suo vivere in un letto, il suo dipendere dagli altri

2011 con una giovane madre che ha portato a termine la sua gravidanza

2012 con una rappresentante anziana della parrocchia, con una riflessione sugli anziani

oggi abbiamo pensato di offrirvi l’ “INNO ALLA VITA” di Josh Groban . con arrangiamenti del nostro Valentino. E’ cantato dalla soprana Antonella che l’hanno sentita cantare in vari teatri, – dal tenore Armando che canta al teatro San Carlo , – all’organo la professoressa Lucia del Conservatorio di san Pietro a Maiella, – al violino il giovane Roberto che già promette, – alla chitarra Nunzio , il nostro chitarrista. – Tutto ciò è possibile grazie anche al tecnico Tonino. .- Appartengono a varie parrocchie del nostro decanato come san Nicola, san Liborio, santa Maria di Montesanto, santa Caterina.

Non ci resta ora che ascoltare “L’INNO ALLA VITA”

 

Dedicato a chi colpevole o innocente – perso in questo mare – si è arreso alla corrente – chi non è mai stato vincente?

Dedicato a chi aspetta una speranza – davanti ad un dolore – nel freddo di una stanza – Dedicato a chi cerca la sua libertà

Canto alla vita – alla sua bellezza – ad ogni sua ferita – ogni sua carezza.

I sing to life and to it’s tragic beauty – To pain and to strife, but all that dances through me – The rise and the fall; i’ve lived through it all

Dedicato a chi la sente inaridita – come fosse sabbia –

asciutta fra le dita – e la sente già finita.

Canto alla vita – negli occhi tuoi riflessa – fragile e infinita –

terra a noi promessa.

Canto alla vita – canto a voce piena – a questo nostro viaggio – che ancora ci incatena.

Ci chiama

Non dubitare mai – Non dubitare mai – Non lasciarla mai – da sola – da sola – ancora.

Canto alla vita – alla sua bellezza.

Canto alla vita – canto a voce piena – a questo nostro viaggio – che ancora ci incatena. Ci chiama…

Il Cardinale al termine ha avuto parole di ammirazione per gli esecutori dello splendido canto che vi sono nelle nostre parrocchie, e ha sottolineato la bellezza della vita che bisogna sempre amare e rispettare in ogni circostanza, terminando con un pensierino al parroco.

 

Padre Rega Mario dei P.O.C.R.

Napoli 2013

 

 

 

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Prima comunione 2012

Posted by sannicolaallacarita su 13 settembre 2012

La parrocchia di San  Nicola alla Carità, domenica 3 giugno, si è rallegrata nel vedere 14  bambini che nella loro purezza e splendore si sono accostati per la prima volta all’altare per ricevere Gesù nel loro cuore, sotto le specie eucaristiche.     Leggi il seguito di questo post »

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FESTA PER GLI ANZIANI 2012

Posted by sannicolaallacarita su 5 giugno 2012

Venerdì 25 maggio durante la settimana dell’Anziano voluta, come ogni anno, dal Cardinale Crescenzio Sepe, come terzo decanato, la parrocchia di San Nicola alla Carità con la delegata Sig.ra Carmela Tramontano , ha voluto  celebrarlo  invitando nel salone della parrocchia  le persone anziane della zona, dopo aver partecipato ai vari incontri diocesani sull’anziano tenutisi  nella settimana  con un folto gruppo. Leggi il seguito di questo post »

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Prima s. messa di don Luigi a Napoli

Posted by sannicolaallacarita su 4 giugno 2012

Don Luigi  D’Arco, domenica  20 maggio, nella S. Messa parrocchiale delle ore 11.30, attorniato da tanti suoi vecchi amici che sono giunti da vari quartieri di Napoli e con il calore di alcuni suoi attuali parrocchiani giunti da Pesaro per non farlo sentire solo, avendo, come concelebrante il parroco che a Pesaro l’ha seguito nella sua scelta e formazione, e, il parroco del suo quartiere di Napoli, ha celebrato, possiamo dire, la sua Prima S. Messa nella sua Napoli. Leggi il seguito di questo post »

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